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La Storia di Gabicce
Gabicce è una bellissima cittadina di circa 5356 abitanti che si estende sulla costa caratterizzata da numerosi anfratti
rocciosi, piccole cali con fondali profondi (su cui giace la preziosa città romana sommersa di Valbruna e il suo piccolo
porto turistico di Vallugola), nonché zone montuose che si affacciano a picco sul mare denominate Gabicce monte e che
proseguono fino alla vicina città di Pesaro.
Si narra che il nome “
Gabicce” derivasse da una modifica dialettale del nome del primo feudatario, Ligabitio.
Esistono testimonianze risalenti al 909 riguardo ad una prima comunità parrocchiale insediatasi sul promontorio intorno
alla chiesa di Sant’Ermete, oggi ultimo baluardo rimasto in memoria dell’antica fortezza (culla di famosi personaggi
legati alla tradizione come Girolamo e Giacomo Lanfranco, pionieri della decorazione con oro zecchino su porcellana),
nominata per la prima volta nel 998 in una bolla pontificia redatta da Gregorio V (“Castellum Ligabiti” chiaro riferimento
al nome del feudatario Ligabitio).
Il
comune di Gabicce nasce agli inizi del ‘200 e subisce nei secoli varie dominazioni: Arcivescovo di Ravenna, Malatesta,
Sforza, Montefeltro, della Rovere, Stato Pontificio.
Il territorio di Gabicce è sempre stato molto apprezzato sin dall’antichità, lo dimostra la famosa lettera di Veronica
Coradella contessa delle Gabizze risalente al 1549; la nobildonna scrive “ Sonci questi nostri paesi luoghi non inferiori
di bellezza et di fecondità, di chiarezza e di profondità all’Averno, al Benaco…”.
Mentre nel 1686 la piccola popolazione viveva assiepata sul colle, intorno alla
Seconda Guerra Mondiale essa si trasferì
nella zona pianeggiante fino a traferire il municipio a
Gabicce Mare (1942). Questo spostamento ha favorito lo sviluppo di
varie attività (artigiani di cordame, tagliatori di pietra,colture di grano e viti) in particolare dei primi, timidi
tentativi di attività marinare. Dopo vari esperimenti presso gli argini del Tavollo (torrente che storicamente segna il
confine tra le Marche e la Romagna) finalmente, la costruzione di banchine in cemento favorì la celebre pesca della sarda,
gli scambi con i porti dei Balcani (in particolare di sabbia e materiale edile in cambio di legname per uso domestico),
nonché lo sviluppo di cantieri per la composizione di pescherecci. In questi anni ci fu quindi una forte evoluzione delle
tecniche di pesca e più generalmente marinare, nonché delle possibilità legate al settore turistico.
Attualmente, l’antico borgo di Gabicce monte è ristretto ad un piccolo nucleo di case assiepate attorno a Piazza Valbruna.
Alle porte del piccolo paese si erge la chiesa di Sant’Ermete, contenente decori d’epoca e reliquari scampati ai vari saccheggi,
testimonianze di una antica ricchezza.
Un primo cenno sull’esistenza di questa chiesa si legge in un documento del 3 settembre 909 redatto dall’Arcivescovo di Ravenna
in cui scrive: “ la contessa Ingelrada…concede…il monasterium di S. Ermete..”. La pianta originale di questa chiesa è di stampo
bizantino ma, in seguito a varie ristrutturazioni (anche dalle fondamenta), oggi è di chiaro impianto settecentesco.(semplice,
priva di decorazioni, con una facciata a capanna e un campanile di base quadrata posto ad un lato della porta Maggiore).
La chiesa di Sant’Ermete è anche caratterizzata dalla presenza di due importanti opere: la “Madonna del latte” e un Crocifisso
Ligneo.
Gabicce quindi offre ai suoi visitatori uno splendido panorama a ridosso sul mare, stimolanti escursioni al verde della
vegetazione e interessanti passeggiate tra i vari ruderi e monumenti del paese, nonché diverse attività sportive.
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